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Lunedì 16 Febbraio 2009
L'esenzione Ici "cade" in 200 città
L'assimilazione alla "prima casa"
Un pò come il buco dell'ozono, l'abolizione dell'Ici sull'abitazione principale continua a cambiare i suoi confini. E nel balletto continuo capita spesso che chi si credeva ormai esente si scopra di nuovo soggetto all'imposta: con sorpresa degli stessi Comuni, che devono tornare a chiedere il versamento a contribuenti che fino al giorno prima erano ormai considerati fuori gioco.
L'ultimo movimento riguarda i proprietari di un immobile dato in affitto a un inquilino che ne fa la sua abitazione principale. In almeno 200 Comuni sparsi nelle venti Regioni e con quasi 4 milioni di abitanti, i regolamenti prevedono forme di assimilazione di questi immobili all'abitazione principale propriamente detta: l'assimilazione per tutti, come accade a Bologna, Rimini, Empoli o Sesto Fiorentino, solo per citare qualche esempio, oppure solo per affitti a canone concordato, come capita in tanti capoluohi di provincia da Torino a Messina.
In un primo momento il Governo sembrava aver abbracciato nell'esenzione tutte le assimilazioni. Poi è arrivato il cambio di rotta, nella forma irrituale di una risposta fornita dal sottosegretario all'Economia, Daniele Molgora, a un'interrogazione parlamentare, che detta la nuova linea: senzione estesa alle assimilazioni "tipizzate" previste dalla legge, e non a quelle aggiunte dai regolamenti. Conseguenze pratiche: il proprietario di un immobile in affitto descritto prima o chi è costretto a cambiare temporneamente la residenza per motivi di lavoro perde il diritto all'esenzione. E rischia di vedersi richiedere l'imposta non pagata nel 2008.

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