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Martedì 13 Aprile 2010
Tracciabilità dei rifiuti rigorosa
Oggi all'esame del preconsiglio dei ministri il decreto di recepimento della direttiva europea. Violazioni, fino a un anno di carcere e 26 mila di multa
Da tre mesi a un anno o l'ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro se si tratta di rifiuti non pericolosi. Questa la sanzione prevista per chi omette di iscriversi al Sistri, il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti nato nel 2009 su iniziativa del Ministero dell'Ambiente. Pene drasticamente aumentate per l'omissione nel caso di rifiuti pericolosi: l'arresto passa da sei mesi a due anni, a cui si aggiungere l'ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro. E la produzione di un semplice rifiuto, quale un neon, potrebbe comportare l'applicazione di queste pene.
Questi alcuni dei contenuti del testo di recepimento della Direttiva Rifiuti (n. 98/2008) che oggi verrà approvato in preconsiglio (riunione tecnica che precede l'approvazione nel Consiglio dei Ministri) e che, chiusa la vicenda del Mud, sarà quello che farà discutere nelle prossime settimane.

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