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Venerdì 30 Aprile 2010
Accessi illeciti, ko l'accertamento
Cassazione. In una sentenza parziale inversione di rotta sulle verifiche delle Fiamme gialle. Stop ai documenti trovati in locali non connessi all'attività
Stop agli accertamenti basati su accessi illeciti da parte della Guardia di finanza. Infatti cade l'atto impositivo qualora le Fiamme gialle, senza autorizzazione, abbiano trovato una contabilità parallela in locali di terzi, «non connessi» all'attività commerciale finita nel mirino dell'amministrazione. La parziale inversione di rotta della Suprema corte, segnata con la sentenza n. 10137 del 28 aprile 2010, fa vacillare una giurisprudenza che sembrava ormai straconsolidata e che da anni considera come legittima, ai fini dell'accertamento induttivo, la contabilità parallela trovata fuori dall'azienda.
Ma c'è un filo sottile che divide quelle decisione da quella di due giorni fa. Ora, infatti, i Supremi giudici hanno chiesto che per verifiche non autorizzate dalla Procura almeno sia chiara la «connessione» fra la contribuente e il locali dove i documenti sono stati rinvenuti.
Ad esempio se fosse un fornitore l'autorizzazione non strenne necessaria. Lo stesso accadrebbe se ad essere perquisita fosse la sede del commercialista. Nelle motivazioni il Collegio di legittimità, pur non rinnegando decisioni passate è però giunto, di fatto, a un approdo giurisprudenziale diverso.

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