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Martedì 6 Settembre 2011
Comuni, arriva l'Irpef a scaglioni
Un emendamento al dl 138 applica il principio della progressività tributaria al fisco municipale.
Addizionale, aliquote diverse in base alle soglie di reddito
Addizionali comunali Irpef a scaglioni.
I sindaci potranno diversificare il pagamento del tributo applicando aliquote differenti a seconda del reddito. Ma se lo faranno, non potranno creare scaglioni ad hoc, dovendo invece ricalcare le stesse fasce di reddito stabilite dalla legge per l'imposta sulle persone fisiche.
Sarà possibile prevedere una soglia di esenzione al disotto della quale l'imposta non dovrà essere versata (come recentemente ha fatto il sindaco di Milano, Giuliano Pisa-pia, che, introducendo l'addizionale con aliquota unica allo 0,2% ha stabilito una no tax area al di sotto dei 33.500 euro di reddito ndr).
Ma dovrà essere esclusivamente un »limite di reddito». Sono queste le novità introdotte dall'emendamento alla manovra di Ferragosto, presentato da Gilberto Pichetto Fratin (Pdl) e approvato in commissione bilancio del senato. Un emendamento con cui cade l'ultima barriera che fino ad oggi aveva impedito l'applicazione del principio di progressività tributaria alla fiscalità locale.
Un'esigenza di equità da sempre rivendicata dai municipi che però si sono puntualmente scontrati con le resistenze del Mef favorevole invece alla tesi dell'aliquota unica. A favore della quale si sono schierati anche Anci e Ifel, nonostante l'opinione contraria della Corte costituzionale che già nel 2006 aveva aperto alla possibilità di variare le aliquote.
E per questo aveva giudicato legittima una legge della regione Marche che aveva introdotto la variazione dell'addizionale (in questo caso regionale) in forma progressiva.

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