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Lunedì 10 Marzo 2014  |
| Correzioni con sguardo al passato |
Correzioni contabili a effetto ritardato sui nuovi prospetti del quadro RS di Unico 2014. La rettifica in bilancio di vecchi errori andrà, infatti, prevalentemente gestita nel modello dello scorso anno. È quanto si ricava dalla lettura combinata della circolare 31/E/2013 e dalle istruzioni all'ultima dichiarazione dei redditi. I passaggi Il documento di prassi consente di gestire fiscalmente gli errori commessi nella redazione dei bilanci. Nel caso di correzioni a favore del contribuente (rilevazione dei costi), la questione è come trattare la componente di reddito che si rileva a seguito della correzione dell'errore, tenendo conto della necessità di evitare una doppia tassazione e anche di rispettare la competenza economica. La soluzione dell'Agenzia si può sintetizzare così: e si rileva la componente nel l'anno in cui emerge l'errore sterilizzandola in Unico con una variazione in aumento; r si imputa la componente nel periodo di competenza; t si riliquidano "internamente" i periodi d'imposta interessati dalle modifiche fino all'ultima dichiarazione emendabile; u si presenta, infine, la dichiarazione correttiva. Le correzioni potranno retroagire nel rispetto dei termini stabiliti dall'articolo 43 del Dpr 600/1973: in condizioni normali quindi nel 2014 si potrà emendare al massimo il 2009. Il quadro RS di Unico 2014 presenta, però, un prospetto (quadro di sintesi) idoneo a monitorare, periodo per periodo, le riliquidazioni delle dichiarazioni già presentate fino alla correttiva ufficiale. Tuttavia, nel caso di correzione di errori che impattano nel bilancio 2013, bisognerà emendare la dichiarazione presentata a settembre dello scorso anno (Unico 2013 per il 2012) e non quella relativa all'annualità interessata dalla correzione contabile (Unico 2014 per il 2013). Fonte: Il Sole 24 Ore |
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